Nueva Vida: grande traversata!

Ciao a tutti,
sabato pomeriggio verso le 17 siamo entrati in Nueva.
Squadra d’attacco: Max, Grip, Monia, Nicola e Vez.
Obiettivo: rifare la traversata ed esplorare quanto più possibile, con idea di uscire verso le 11 di mattina della domenica.
Bè… mettetevi un’attimo comodi perché la mail potrebbe essere lunga… e quanto scriverò farà scatenare nuovi intrighi mentali a Kraus quando gli passerò i dati di rilievo nuovi.
Ancora una volta il tempo ci é propizio e anche se prima di entrare pioviggina, all’interno il regime idrico dovrebbe essere poco attivo.
Poi é il 30-31, e a Nueva sono date che portano bene (vedi Giunzione).
L’ingresso di Nueva non é marcio nella strettoia iniziale, e moderatamente ventoso. Quindi si entra asciutti. Bene.
Da Contr’aria arriva un bel vento che nelle prime strettoie si fa veramente sentire, e lo riempiamo di vari eziokhanamenti necessari per far passare i sacchi. La prima parte fino al camino da 60 m é veramente un rompimento.
Prima di iniziare la lunga forra, esploriamo un meandrino laterale (Potix) che aveva visto Rivadossi, ma non era stato rilevato. Lo percorriamo e andiamo oltre per ancora un po’, rilevando i primi 100 metri della giornata. Il ramo finisce sotto una franazza, e prosegue perché c’é aria, ma non lo facciamo oggi.
Proseguiamo nella forra per i primi 200 metri, e anche questa parte non é amabilissima, fino al primo bivietto. Partono Monia e Nicola, a cui dico di dedicare poca energia perché il viaggio di oggi é lungo.
Il tempo di sentire se va o no, e in lontananza sentiamo i primi ululati della giornata. Ci catapultiamo dentro, e dopo un centinaio di metri, ci ritroviamo tutti nel salone Ululì – Ululà: un gran bel salone sotto due camini bei grossi da risalire e attivi. Quello a valle é Ululì e quello a monte Ululà (o viceversa…). Nel salone c’é anche un arrivo laterale sempre attivo, ma di dimensioni da disostruzione. In questo ramo rileviamo 161 metri, con due belle vie che se ne vanno…
Abbastanza soddisfatti, proseguiamo verso la metà di Contr’aria, in un tratto che ancora rompe un po’, perché si impiglia tutto.
I sacchi soprattutto si impigliano anche nell’aria…
Arriviamo ad una specie di sala, in cui ricordo che ci sono almeno tre o quattro vie da vedere. Tralasciamo un camino e un meandro a monte, e ci dedichiamo a due arrivi. Il primo se lo sparano Monia e Nicola dopo un’arrampicatina in libera e nell’attesa io, Vez e Grip entriamo in Notasso, visto che Vez deve festeggiare la fine del mutuo. Bisogna andare avanti a mazzate, ma va, e rilevo una trentina di metri e poi saprò da Grip che il ramo prosegue con aria ancora per 50 metri circa e non si ferma… Nel frattempo (circa un ora dopo) ritornano i due dal meandro Catorcio (visto che Monia si spacca un po’ dovunque) sempre urlando che hanno esplorato almeno 200 metri di ramo, fino ad un altro salone con tre camini. Con Nicola entro a rilevare, perché la cosa non si può rimandare. Il ramo è di altri 260 metri nuovi, e termina in una bella sala, con due camini di oltre 30 metri e prosecuzione in forra nera. Lateralmente c’é un’altra via con un pozzo non sceso di 7 metri e relativa forretta in alto e in basso… Sti cazzi!!! Torniamo ad unirci alla combriccola con l’ultimo obiettivo della giornata: un meandrone attivo che ricordiamo tutti, con misure notevoli e per cui siamo carichi di corde, materiali e staffe per risalire.
Dalla sala di prima, ci vuole ancora un’oretta di forra (migliorata) arriviamo al bivio, e cominciamo a salire due salti in libera fino ad una bella sala con arrivo d’acqua e un salto da 5 metri da attrezzare. Scatta il solito Circo Medrano di Proggiuetto. Mettiamo due staffe e spingiamo Nicola a salire, oltre ad una sicura con corda assicurata in alto nell’invisibile dopo lancio tipo cow boy. Grip spingiucchia da sotto e Nicola sale e ricomincia ad ululare. Obbligato a fare un armo serio, si sale e riparte la saga esplorativa. In questo ramo c’é un vento pazzesco che va su. Salgo subito e trovo Nicola in un cunicolo allagato, praticamente a gattoni e bagnato quasi per intero. Il vento quasi fa le crespelle sull’acqua. Nicola vuole andare ma lo freno pensando ad un ritorno ancora lungo (da lì almeno altre 5-6 ore) e totalmente bagnato. Allora chiamo gli altri, ma non mi rendo conto che per abbassare il livello dell’acqua provochiamo un Niagara momentaneo che ovviamente nei due pozzetti risaliti li investe un po’… sembrava una piena…
Salgono tutti, e la decisione presa é sicuramente da far rimanere nella storia: sentito il vento e visto ancora Nicola in acqua, nessuno si tira indietro, a parte Vez, che comunque perdoniamo. Con gli occhi da matti, proseguiamo in acqua gelata con la trousse da rilievo e basta e già sento davanti urla esagerate, oltre al vento che mi gela le orecchie. Il cunicolo é interessato da una frana, ma tra i massi usciamo fuori trovandoci in un luogo estremamente nero e con eco impressionante. E’ la grande sala Drenalina (sappiamo che il nome giusto é con la A…), da cui si dipartono due caminazzi di oltre 30 metri, con relativa forra che sparisce in alto e nel nero… Incredibile oggi, é la giornata dei saloni! Ma le belle sorprese ancora non vogliono finire (Vez definirà poi la cosa come “nausea esplorativa”). Ci accorgiamo che l’aria viene risucchiata in avanti nella frana, e superato un passaggio strettino, finiamo in un cunicolo allagato e ventosissimo, che prosegue dritto a tubo per 20 metri…. fino all’ennesimo salone della giornata. Altro ambiente enorme, con nero da tutte le parti. Potrebbe anche essere finita lì, ma in avanti vedo un meandro in arrivo che ha del fantastico… enorme… bianco… a saltelli… E’ White Rabbit. Il vento va su di lì. Faccio i primi salti (20 m) con Nicola e inizio a rilevare. Qua ci fermiamo perché il tempo é veramente tiranno e manca ancora il rilievo da fare, e con i passaggi in acqua sarà un martirio. In ogni caso arrivano Grip e Monia, che proseguono per ulteriori 50 metri, fermandosi nella bora e con davanti un forrone che prosegue a monte. In questo ramo rileviamo altri 260 metri nuovi, e lasciamo 20 metri di corda per le prossime volte.
Che dirvi, la giornata é stata strepitosa in fatto di novità. Ben cinque nuove vie, con circa 12 diramazioni da proseguire enormi.
E’ tardi, e sicuramente non rispetteremo l’orario di uscita, ma con 811 metri nuovi, credo che nessuno ci pensi più di tanto.
Dal bivio la forra di rientro si fa veramente bella, e la facciamo di corsa, coprendo quasi 500 metri in 45 minuti. La discesa a Portobello non ha parole, e visto l’umore generale, ognuno urla nel vuoto del P45 quello che vuole. Con Nicola ci facciamo una bevuta sacrificale dal fiume di Non Ostante, mentre ci godiamo la discesa del gruppo.
Sistemiamo l’armo a Portorotondo, ma lasciamo in loco il materiale per riarmare tutto seriamente la prossima volta.
La via dell’uscita, seppur stanchi, è un festino di squadra: salire Fonteno Beach oggi é una sciocchezza più del solito.
Usciamo alle 14.00, con la valletta ghiacciata, ma con una gradita giornata di sole facendo circa 21 ore di punta.
Presidenzialmente, voglio veramente complimentarmi con tutti.
Bravi.
Siamo stati veramente bravi oggi. Nessuna cazzata, soprattutto, visto il percorso comunque lungo e non da principianti.
Concludo con aggiornamento numerico: Nueva Vida, con gli 811 metri nuovi di oggi, passa a 7,9 km e il sistema a circa 29,5. Già si parla della maglietta del trentesimo chilometro! Il Ramo del Trentino!!!
Nel mese di gennaio abbiamo esplorato circa 1250 metri nuovi (Pisciollo, EzioKhane e oggi), rispettando ampiamente l’idea di farne almeno 600 al mese…
Le nuove vie si presentano tutte interessanti: Catorcio si dirige verso ingressi in valletta, mentre White Rabbit va dentro la montagna, verso la Bressana o comunque in un settore che coinvolge anche Non Ostante. L’aria che lo percorre é esagerata.
Potrebbe essere intelligente trovare un ingresso che ci porti già in zona (Maceria Grigia e altre in zona), visto che per proseguire sembra meno faticoso entrare da Bueno e salire da Portobello, con tempi di almeno 5 ore per arrivare al bivio, e con un bel ritmo. Ovviamente se il livello delle acque aumenta, i cunicoli allagati in Drenalina sono da muta, o da materiale di ricambio…
E adesso, ringrazio tutti per aver condiviso la descrizione fin qua, e aspetto qualche commento dai “flesciatoni” che mi hanno accompagnato nel viaggio dentro l’universo di ieri.
Allego disegnetto, ma sarà più bello vedere il 3D ghe gira alla prossima riunione… (il 9 o il 10, appena so vi dico).
Max

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